PrivatiBlogAlcune cose da sapere prima del parto – L'ostetrica racconta
Gravidanza

Alcune cose da sapere prima del parto – L'ostetrica racconta

di Cryos | 12/14/2021
Scopri cosa devi sapere per prepararti al parto

Dare alla luce il tuo bambino è un'esperienza unica, che non dimenticherai mai. È vero che il corpo femminile è "progettato" per il parto, ma non è un evento facile né ovvio. È bene prepararsi in anticipo nel modo migliore, informandosi sul parto per capire cos'è e cosa aspettarsi.

In questo post propongo una descrizione completa delle diverse fasi del parto, per aiutarti a farti un'idea di cosa aspettarti da te stessa, dal medico e dall'ostetrica per un parto normale e senza complicazioni. Puoi trovare le risposte a diverse domande, tra cui:

  • Il parto inizia sempre con la rottura delle acque?
  • Come si riconoscono le contrazioni? E cosa sono i 10 centimetri di dilatazione?
  • Quando devo chiamare l'ostetrica/il medico? Ecosa farà?
  • In che modo il partner può essere d'aiuto durante il parto?

Che cos'è il parto?

Un parto considerato "normale" può verificarsi tra la 37a e la 42a settimana. È quella che si definisce gravidanza a termine, caratterizzata anche dal fatto che il bambino esca dalla testa (presentazione di vertice), dall'assenza di complicazioni, dall'insorgenza spontanea, da una progressione normale e dall'assenza interventi chirurgici, medici o farmaceutici.

Durante il parto l'utero genera delle contrazioni che si intensificano e portano all'apertura della cervice fino a spingere fuori il bambino insieme alla membrana amniotica, al liquido amniotico e alla placenta.

La prima fase del parto

Il parto si compone di 3 fasi che a loro volta si possono suddividere in 5 fasi; le approfondiremo qui di seguito:

Fase 1: la fase prodromica

La fase prodromica è la prima fase del parto. Per alcune donne è breve mentre per altre può durare molte ore, a volte anche giorni. Entrambe le situazioni sono perfettamente normali e purtroppo non è possibile controllarle. La fase prodromica inizia con le prime contrazioni reali e regolari e continua fino a quando la cervice è aperta di circa quattro centimetri.

Solo circa il 10% dei parti inizia con la rottura delle acque, seguita dalle contrazioni. È un luogo comune sulla gravidanza che il parto inizi con la rottura delle acque: nella maggior parte dei casi inizia con le contrazioni, dopodiché, a un certo punto o alla fine del parto, si avrà la rottura delle acque. Nella fase prodromica la maggior parte delle donne secerne dalla vagina una grande quantità di muco limpido o rosa proveniente dal tappo mucoso: è uno spesso strato di muco che si forma nella cervice e funge da sigillo protettivo contro i batteri presenti all'esterno. Il muco può comparire diverse settimane prima del parto ma questo non significa necessariamente che il parto sia in corso; è una situazione perfettamente normale. In questa fase si possono anche notare piccoli segni di sanguinamento, quando la cervice inizia a dilatarsi e si rompono alcuni piccoli vasi sanguigni; anche questo è perfettamente normale.

Generalmente le contrazioni saranno lievi (ma dolorose), con interruzioni che possono essere lunghe e irregolari. Nella fase prodromica di solito ci si trova a casa, in un ambiente familiare e tranquillo, dove si può ricorrere ad acqua calda, massaggi o cuscinetti riscaldanti sulla parte inferiore della schiena o sul davanti, per alleviare il dolore. Ci si può preparare a questa fase del parto durante la gravidanza: leggi il nostro post dedicato ai preparativi per l'arrivo di un figlio.

Nella fase prodromica l'ostetrica ti esaminerà

Esami durante la fase prodromica

Quando le contrazioni diventano più intense e più dolorose, e si manifestano regolarmente a 3-5 minuti di distanza (tra l'inizio di una contrazione all'inizio di quella successiva), è il momento di contattare l'ostetrica o il medico per un controllo. L'ostetrica verrà a casa tua o ti inviterà a recarti presso il reparto maternità per un esame che comprenderà:

  • Controllo del battito cardiaco del bambino
  • Valutazione delle contrazioni (durata e intervalli)
  • Esame esterno della pancia per determinare la posizione del bambino, le dimensioni del bambino, la tensione dell'utero e la discesa della testa del bambino nel bacino
  • Misurazione della pressione arteriosa
  • Analisi delle urine
  • Verrà eseguito anche un esame interno in cui l'ostetrica/il medico inserirà due dita nella vagina per esaminare la dilatazione della cervice; valuterà anche se le membrane amniotiche sono intatte e il grado di rotazione della testa del bambino, per avere un'indicazione della fase del parto in cui ti trovi. L'esame interno potrebbe causare qualche disagio, ma è normale che sia così. Descrivi all'ostetrica/al medico le tue sensazioni: procederà lentamente e al tuo ritmo.

A volte si esegue una CTG, un esame non invasivo in cui si posizionano due strumenti sulla pancia per misurare il battito cardiaco del bambino e allo stesso tempo registrare le contrazioni. La CTG ha lo scopo di verificare che il bambino risponda bene alle contrazioni.

Se la cervice è aperta di circa quattro centimetri e le contrazioni sono regolari, probabilmente ti inviteranno a rimanere in reparto maternità, perché ora sei nella fase di travaglio attivo. Se sei ancora nella fase prodromica e non ci sono complicazioni puoi tornare a casa e aspettare che le contrazioni diventino più intense e frequenti.

In caso di forti emorragie, movimento del bambino ridotto o se si rompono le acque mentre sei a casa, chiama sempre l'ostetrica o il medico.

Fase 2: travaglio attivo

Si parla di travaglio attivo quando le contrazioni si intensificano e per molte donne questa è la fase più difficile. In questa fase la cervice si apre da 4 a 10 cm per consentire alla testa del bambino di ruotare attraverso il canale del parto. Le contrazioni durano da 60 a 90 secondi e si manifestano a intervalli di 2-3 minuti; via via che si fanno più intense è consigliabile concentrarsi sulla respirazione. Durante il parto la respirazione è uno dei principali strumenti per alleviare il dolore; esistono diverse tecniche di respirazione a cui puoi ricorrere.

Se non hai preparato una tecnica di respirazione in anticipo ti consiglio di inspirare profondamente dal naso ed espirare lentamente dalla bocca durante l'intera contrazione. Cerca di rilassare tutto il corpo, in particolare la fronte, le mani e le spalle. Se durante le contrazioni ti irrigidisci, il dolore può aumentare e anche prolungare il parto. È molto importante concentrarsi su una respirazione calma e lasciare tutto il corpo completamente rilassato, anche se può essere estremamente difficile!

Alcune donne durante il parto ricorrono alla visualizzazione per allontanare il dolore dalla mente. Puoi immaginare ad esempio un fiore che sboccia, una passeggiata in spiaggia sulla sabbia calda o qualsiasi altra cosa: scegli la visualizzazione che ti fa stare meglio. È consigliabile prepararsi in anticipo alla respirazione, al rilassamento e alla visualizzazione, per sapere cosa fare e come affrontare il dolore del parto. Ricorda che l'ostetrica e il medico sono a disposizione per aiutarti.

Fase 3: la fase di transizione

La fase di transizione inizia quando la cervice è completamente aperta (10 centimetri) e dura finché la testa del bambino è in posizione sul pavimento pelvico e devi iniziare a spingere. In questa fase la testa del bambino si sposta verso il basso attraverso il canale del parto e allo stesso tempo deve ruotare correttamente. Può durare da qualche minuto a diverse ore. Alcune donne in questa fase segnalano che il dolore è di tipo diverso o diminuisce un po': è perfettamente normale ed è dovuto al fatto che il corpo deve raccogliere le forze prima dell'inizio effettivo della seconda fase del parto.

In generale è utile muoversi e rimanere in posizione eretta, durante il parto, perché aiuta il bambino a ruotare correttamente e può parzialmente alleviare il dolore. Potresti anche avvertire un forte impulso a spingere mentre la testa del bambino si sposta sempre più in basso nel canale del parto, ma per ora evita di spingere attivamente: rischieresti di prolungare la seconda fase e affaticarti inutilmente, oltre ad affaticare il bambino.

Durante il travaglio attivo dovresti essere in ospedale

La seconda fase del parto:

Fase 4: il parto (la nascita)

Questa fase inizia quando la cervice è completamente dilatata e la testa del bambino è sul pavimento pelvico. Ora puoi iniziare a spingere. Molte donne sperimentano un intensissimo bisogno di spingere e hanno difficoltà a trattenersi. Per alcune può essere una bella sensazione poter finalmente fare qualcosa di attivo durante il parto, anche se a male. Questa fase può durare da pochi minuti fino a due ore. Per il primo parto, spingere per circa un'ora è normale.

Può essere necessaria una tecnica speciale per spingere nel modo corretto con tutte le tue forze. Potresti avere la sensazione che il bambino stia per nascere dal retto, ma è abbastanza normale; un po' come se fossi seduta sul water cercando di liberarti di qualcosa di molto grande. Può sembrare ridicolo, ma è così. Non ti preoccupare se dovesse uscire qualsiasi altra cosa: l'ostetrica e il medico ci sono abituati. È assolutamente normale e non è qualcosa che si possa controllare. Anzi, è un errore trattenersi, perché il bambino deve nascere ed è importante che questa fase non si dilunghi inutilmente.

L'ostetrica ti darà indicazioni su come spingere, quando spingere e quando respirare profondamente; qui è molto importante una buona collaborazione tra te e l'ostetrica. Quando l'ostetrica ti dice di respirare profondamente significa che stai per partorire. È la fase in cui la testa inizia a emergere ed è chiamata anche "cerchio di fuoco", il che la dice lunga sulle sensazioni: la testa del bambino esce e senti un forte bruciore. In altre parole, la forte dilatazione del perineo fa molto male!

Respira profondamente quando l'ostetrica ti dice di farlo. Potrebbe anche applicarti dei panni caldi sul perineo e darti indicazioni affinché la testa esca lentamente in modo da ridurre il bruciore e far uscire il bambino nel modo più delicato possibile. Quando la testa è uscita, il più è fatto; il resto del corpo esce nel corso della stessa contrazione o di quella successiva, con una sola spinta. Quando il bambino è nato e il dolore scompare, è un momento straordinario. A seconda della procedura ospedaliera il bambino verrà posizionato direttamente sul tuo petto, pelle a pelle, dove verrà pulito e coperto, oppure il personale dell'ospedale lo porterà in un'altra stanza dove sarà controllato, pulito e avvolto in una coperta.

La terza fase del parto:

Fase 5: l'espulsione della placenta

Dopo aver dato alla luce tuo figlio sei nella fase di secondamento, quella in cui si espelle la placenta. Per la maggior parte delle donne l'espulsione della placenta è molto semplice e indolore; molte la descrivono come la sensazione di qualcosa di caldo che fuoriesce e subito dopo di un grande sollievo. L'ostetrica potrebbe chiederti di spingere o di tossire e la placenta uscirà rapidamente.

A quel punto probabilmente ti metterà una mano sull'addome per verificare se l'utero si è contratto correttamente e verificherà che non sanguini troppo. Potrebbero farti un'iniezione di farmaci che favoriscono la contrazione dell'utero per interrompere il sanguinamento. L'ostetrica controllerà quindi se c'è stata una rottura uterina e se hai bisogno di punti di sutura. Nella maggior parte dei casi in cui si rendono necessari i punti, la rottura è priva di complicazioni e l'ostetrica te li applica tranquillamente in sala parto mentre tieni il tuo bambino tra le braccia.

Una rottura durante il parto è perfettamente normale: fino all'80% di chi partorisce per la prima volta presenta una rottura, ma senza aver bisogno di punti. Se la rottura è grande e coinvolge il muscolo rettale sarà necessaria la supervisione di un medico e potrebbero trasferirti in sala operatoria affinché il medico la possa cucire nelle condizioni ottimali. Solo il 4% circa delle donne durante il parto accusa una rottura importante che coinvolge il muscolo rettale. 

Un'illustrazione della dilatazione cervicale che si verifica durante il parto

Un'illustrazione della dilatazione cervicale che si verifica durante il parto

Come si riconosce una contrazione? E che cos'è?

Le contrazioni si presentano come una sequenza ritmica di chiusura e rilascio dei muscoli che circondano l'utero durante il parto; servono ad allentare, far maturare e aprire la cervice, contribuendo infine a spingere fuori il bambino. L'utero è come un palloncino: grande, teso e con un piccolo "tappo" nella parte inferiore, che è la cervice. Ha lo scopo di tenere il bambino al sicuro, protetto, durante la gravidanza. Durante le contrazioni dell'utero, il collo del piccolo "tappo" verrà tirato verso l'alto e la cervice inizierà ad aprirsi. Sono i muscoli uterini a determinare le contrazioni e a permettere l'apertura della cervice. Qui di seguito puoi vedere un'illustrazione della dilatazione della cervice durante il parto.

Quando l'utero si contrae, nelle fasi iniziali, potresti avvertire una sensazione di forti dolori mestruali sopra il pube o nella parte bassa della schiena. Il dolore può spostarsi a seconda della fase del parto. Le contrazioni si faranno sempre più intense via via che ti avvicini al parto, diventando sempre più lunghe e più forti. A un certo punto non potrai far altro che concentrarti su sul dolore e su come liberartene: qui il tuo strumento più importante sarà la respirazione. Può essere difficile descrivere la sensazione causata dalle contrazioni, che può variare tra una donna e l'altra, ma la maggior parte di loro riferiscono che sono piuttosto dolorose.

Alleviare il dolore durante il parto

Esistono diversi tipi di rimedi per alleviare il dolore durante il parto; puoi scegliere tra quelli naturali e quelli farmacologici. Può essere opportuno conoscere in anticipo i rimedi che ti saranno proposti dall'ostetrica o dall'ospedale e valutare ciò che preferisci. Qui di seguito trovi un elenco dei diversi tipi di rimedi contro il dolore.

Non farmacologici:

  • Respirazione
  • Massaggio e tocco leggero
  • Visualizzazione
  • Acqua (vasca o doccia)
  • Calore (ad esempio, con un cuscinetto riscaldante)
  • Zenzero o pasta di peperoncino
  • Movimento
  • Agopressione o agopuntura
  • Iniezioni di acqua sterile

Farmacologici:

  • Paracetamolo
  • Morfina (solo nelle fasi iniziali del parto)
  • Gas esilarante
  • Epidurale
  • Blocco pudendo (efficace contro la necessità di spingere in anticipo, o per applicare i punti di sutura dopo)
Il risultato di tanto sforzo: il tuo bambino

Cosa può fare il mio partner?

Per molti aspetti può essere difficile essere il partner di una donna che partorisce. Vederla soffrire per molte ore o addirittura per giorni senza poterla aiutare a eliminare il dolore può essere estremamente difficile e farti sentire impotente. Alcune donne hanno bisogno di un partner molto vicino, mentre altre preferiscono affrontare da sole le contrazioni. Entrambe le situazioni sono perfettamente normali.

Durante il parto, il partner deve soddisfare ogni esigenza, che si tratti di massaggi, panni freddi, qualcosa da bere o una mano da stringere. Ancora una volta, è bene parlare delle tue aspettative prima del parto.

Consigli per il partner durante il parto

  • Innanzitutto è consigliabile parlare con lei delle sue aspettative o delle sue speranze prima che il bambino nasca. Potrebbero cambiare lungo il percorso, ma allineare le aspettative è un buon punto di partenza.
  • Verifica che abbia tutto ciò di cui ha bisogno, che si tratti di qualcosa da mangiare o da bere, un massaggio, una mano ecc.
  • Rassicurala sul fatto che sta andando bene, e sottolinea quanto sia forte e tenace. Tienile su il morale nei momenti difficili.
  • Tieni presente che la cosa più importante è che tu, come partner, sostenga la tua ragazza o moglie.
  • Ricorda che state affrontando questo percorso insieme e che siete entrambi importanti durante la nascita di vostro figlio. Non stai causando alcun fastidio, non sei di intralcio e hai lo stesso diritto di essere lì della tua ragazza o moglie che sta partorendo.

Se hai trovato questo articolo interessante, ti consigliamo di leggere anche il post sull'aborto spontaneo o quello sulla dieta e la gravidanza.

Mi chiamo Julie, sono un'ostetrica qualificata e lavoro presso il Servizio clienti Cryos. Sono ostetrica da 6 anni e ho esperienza in diversi reparti maternità; ho lavorato anche in Uganda. Sul blog di Cryos metto a disposizione conoscenze specialistiche sulla fertilità, la gravidanza e il parto. Spero di poterti aiutare a realizzare il sogno di avere un figlio.

Julie
Julie
Cryos