Riepilogo semplificato dell'articolo "Attitudes of sperm donors in Denmark and the United States towards offspring, anonymity, and extended genetic screening" (Atteggiamenti dei donatori di seme in Danimarca e negli Stati Uniti nei confronti dei bambini nati con il loro aiuto, dell'anonimato e dello screening genetico esteso)

    Nel 2021 Cryos ha condotto uno studio, il primo nel suo genere, per confrontare le opinioni dei donatori con identità rilevabile e con identità non rilevabile a proposito di diversi argomenti. 


    La donazione di seme esiste da diversi decenni ma solleva ancora questioni etiche legate all'anonimato, al compenso finanziario e all'altruismo. I nuovi sviluppi generali della società e l'evoluzione della legislazione in alcuni Paesi contribuiscono al costante cambiamento della popolazione dei donatori di seme. Un cambiamento significativo è il sempre più diffuso ricorso allo screening esteso del portatore sui donatori di gameti. I cambiamenti in corso possono avere conseguenze su chi ha già donato ma anche sull'aumento del numero di nuovi donatori. Molti Paesi hanno difficoltà a soddisfare la domanda di seme e non riescono a risolvere il problema della carenza generale di donatori. Alla luce di tutto questo è importante conoscere le opinioni dei donatori in relazione ai diversi aspetti della procedura. 

    Un'infermiera di Cryos parla con un potenziale donatore di seme.

    Questo recente studio condotto da Cryos ha preso in esame gli atteggiamenti dei donatori di seme nei confronti dei bambini nati con il loro aiuto, dell'anonimato e dello screening genetico esteso. È stato realizzato a settembre 2020 sottoponendo un questionario online ai donatori di seme in Danimarca e negli Stati Uniti, con l'obiettivo di misurare diversi parametri demografici e psico-sociali e svolgere dei confronti tra i donatori con identità non rilevabile (anonimi) e quelli con identità rilevabile (non anonimi). In tutto, 233 donatori hanno compilato il questionario (37 negli Stati Uniti e 196 in Danimarca).  


    Aspetti demografici e psico-sociali

    I donatori con identità rilevabile e quelli con identità non rilevabile sono stati confrontati sistematicamente in relazione a tutte le caratteristiche e tutti gli oggetti. La maggior parte di loro (~78%) al momento della donazione non aveva figli. L'età media degli intervistati era di 28,6 anni, circa la metà di loro donava da meno di un anno e le loro occupazioni prevalenti sono quelle di studente, lavoratore specializzato e personale accademico.  

    Si è riscontrata una distribuzione quasi omogenea tra i donatori che avevano un partner e quelli che non lo avevano. I donatori con identità rilevabile erano significativamente meno giovani di quelli con identità non rilevabile e una maggior proporzione di loro aveva un partner. Tra questi erano anche più numerosi coloro che avevano informato il partner del proprio status di donatore. I due gruppi tuttavia non differivano per l'influenza che il partner aveva avuto sulla decisione di diventare donatori né per i sentimenti del partner nei confronti del fatto di essere donatori: ~l'86% di loro aveva informato il partner del fatto che erano donatori e l'influenza del partner sulla loro decisione è risultata limitata. La maggior parte dei partner (~84%) approvava la donazione (secondo quanto dichiarato dai donatori).  

    In linea con l'aver informato il partner, i donatori con identità rilevabile hanno dichiarato in misura significativa una maggior probabilità di parlare con i propri figli del fatto di essere donatori: il 45% lo avrebbe raccontarlo ai propri figli. Per quanto riguarda il parlare con gli altri del proprio status di donatore di seme ~il 51% lo aveva riferito a persone selezionate, mentre ~il 32% ha detto di essere completamente trasparente al riguardo. Le risposte a queste due domande non presentavano differenze significative tra i donatori con identità rilevabile e quelli con identità non rilevabile. 


    Fattori che motivano a donare

    Tabella 2.Motivi che spingono i donatori di seme a donare 

     

    Motivi per donarea n %
    Guadagnare denaro  146 62.6
    Solo guadagnare denaro  11 4.7
    Aiutare le persone senza figli  210 90.1
    Solo aiutare le persone senza figli  53 22.7
    Guadagnare denaro + aiutare le persone senza figli  126 54.0
    Sottoporsi a un controllo dello stato di salute  43 18.5
    Curiosità  53 22.7
    Altro  4 1.7

    a I donatori potevano indicare più motivi per donare. 

    A proposito della motivazione che spinge a donare il seme, gli intervistati potevano scegliere una o più delle seguenti opzioni: "curiosità", "guadagnare denaro", "sottoporsi a un controllo dello stato di salute", "testare la qualità del seme" e "aiutare le persone senza figli". Non si sono riscontrate differenze significative tra il tipo di donatore e i motivi della donazione. Né sono state rilevate differenze, tra questi gruppi, a proposito dell'intenzione di smettere di donare se non avessero più ricevuto un compenso finanziario per la donazione di seme: ~il 21% avrebbe continuato a donare, ~il 45% avrebbe smesso e ~il 34% era indeciso. 


    Atteggiamento verso i figli e l'anonimato

    Nella maggior parte dei casi (~65%) i donatori vorrebbero essere informati qualora la loro donazione determinasse una gravidanza. Per quanto riguarda le informazioni sui bambini, la maggior parte di loro vorrebbe conoscere il numero di bambini e avere informazioni sulle condizioni di salute, anche in riferimento alle malattie ereditarie. La possibilità di fornire ai figli informazioni sul donatore dipende dal profilo del donatore. I donatori con identità rilevabile erano molto più propensi ad avere un profilo esteso (~79%), ed erano significativamente più propensi a voler ricevere informazioni su potenziali bambini concepiti con la loro donazione. I donatori con profilo esteso hanno quindi dimostrato di accettare di condividere con i destinatari delle donazioni e con i figli nati grazie a queste ultime molte informazioni personali su sé stessi.  

    La maggior parte (~54%) dei donatori con identità non rilevabile smetterebbe di donare se non fosse più possibile tenere riservata l'identità (se non potessero più rimanere anonimi). Tra i donatori con identità rilevabile invece ~il 74% continuerebbe a donare anche con identità non rilevabile e solo ~il 9% smetterebbe di donare, indicando così che l'identità rilevabile non è una condizione indispensabile per donare.  

    La possibilità di individuare i donatori nei grandi database genetici pone una serie di problemi relativi al concetto di anonimato. Rispetto ai donatori con identità rilevabile, il desiderio dei donatori con identità non rilevabile di rimanere anonimi si basa sulla volontà di non dare ai figli nati dalla donazione la possibilità di avere informazioni sul concepimento, ad esempio attraverso un database genetico (il 73,9% contro il 28,8%). 


    Una mentalità positiva nei confronti dei test genetici

    I donatori di seme vengono sottoposti a dei test per le malattie ereditarie più diffuse e più gravi. In generale hanno un atteggiamento positivo nei confronti dei test genetici: solo il 6% ha preferito non sottoporsi a questi test. La stragrande maggioranza (~87%) ha espresso anche un'opinione favorevole verso lo screening esteso del portatore. L'atteggiamento positivo nei confronti dei test genetici si manifesta nell'accettazione di ulteriori test in futuro, tuttavia circa un intervistato su sei (14%) ha dichiarato di non sapere cosa farebbe se in futuro i test genetici venissero estesi. La maggior parte dei donatori (~82%) vorrebbe conoscere tutti i risultati e meno del 10% preferirebbe non conoscere determinate informazioni. Saranno comunque necessari ulteriori studi sull'atteggiamento dei candidati donatori, in particolare in relazione alla loro comprensione delle implicazioni dei risultati dello screening genetico. 

    Kit per il matching genetico utilizzato da Cryos International

    Riepilogo

    Questo studio è unico: non ne abbiamo trovati altri in cui fosse possibile fare confronti tra donatori che hanno preferito rimanere anonimi e quelli che hanno scelto di non esserlo. Il confronto sistematico tra le due categorie mostra che esistono due gruppi di donatori con un atteggiamento molto diverso nei confronti di numerosi aspetti della donazione.  

    I risultati indicano che è improbabile che i donatori con identità non rilevabile diventino donatori con identità rilevabile. La possibilità di scegliere tra identità rilevabile o identità non rilevabile consente quindi di coinvolgere più persone rispetto all'accettazione di un solo tipo di donatore. Questo studio ha dimostrato che la stragrande maggioranza dei donatori ha un atteggiamento molto positivo nei confronti dei test genetici in generale, anche per quanto riguarda lo screening esteso del portatore svolto dalla nostra banca del seme. 


    Consultate lo studio completo